STORIA DI NUCCI:
 
Mentre carichiamo queste immagini, articoli e testimonianze, Nucci ci ha lasciati da un anno. Era diventata, per tutti "Nonna Tremolina". Aveva trasformato il Parkinson in un modo per parlare a chi soffre e soprattutto ai bambini. Il suo libro, Le fiabe di nonna Tremolina, può essere richiesto a Lazzaretti Editore.
 
La fiaba "Il bastone" è stata scritta per Tonglen che l'ha accompagnata fino alla fine:

 

 

 

Il bastone

Devo dire la verità, il bastone o canna che uso per camminare mi è antipatico, m’ infastidisce, non vorrei usarlo, lo ignoro, ha il manico devastato dalle botte prese cadendo in terra, e non me ne importa nulla, la sua vicinanza mi infastidisce , perché mi ricorda che ho problemi nel camminare.

Le lacrime mi bagnano gli occhi , sono salate, cerco il bastone per andare al lavandino e non lo trovo perché è caduto in terra, l’ ho urtato quando mi sono alzata dalla sedia in cerca di acqua per sollevare il bruciore così, niente, anzi il bruciore aumenta perché le lacrime aumentano, la disperazione si fa più grande, alimentata dai pensieri che la mente produce, mi accascio sulla sedia con singhiozzi che mi fanno sussultare provocandomi, anche, dolore fisico.

Fiumi di lacrime di dolore, sono cupa, come il cielo quando si avvicina un temporale con nuvole nere, come i miei pensieri.

Sono sola con la mia inquietudine .

Improvvisamente il mio sguardo annebbiato si posa sul bastone a terra, è lì accanto a me come un fedele compagno ed io lo vedo come responsabile della mia infermità.

Mi calmo e con mille acrobazie lo riprendo, può darmi una mano nel mio spostamento.

Le lacrime incominciano di nuovo a scendere, ma questa volta sono lacrime di liberazione.

Da ognuna scendono emozioni frenate, pensieri scartati, verità nascoste, piano piano la mente si rasserena e compare l’arcobaleno.

Sussulto ancora per i singhiozzi.

Titubante con il bastone in mano mi avvicino al lavandino, a malapena riesco a bagnarmi le dita per sollevare gli occhi.

Finalmente un po’ di pace pervade il mio cuore, ce l’ho fatta a non cadere, in questi momenti di grande sconforto mi assale una paura folle che mi blocca qualsiasi movimento.

Poi, piano piano, mi porto alla sedia dove mi sento un po’ più sicura, perché a volte mi sento cadere anche da seduta ed allora tutto un tremore mi pervade e ci vuole molto tempo prima di venirne fuori da quello stato.

Mi affido a quel qualcuno che di lassù mi protegge, in cui credo ed affido tutto il mio essere.

Lui è per me il sostegno , in questo periodo della mia vita.

La fede è l’unica cosa che mi può aiutare e la raccomando anche nei periodi favorevoli dalle nostra vita.

La vita senza spiritualità non è vita, non è niente .

Ti riempie il cuore, ti addolcisce la sofferenza, ti porta a dominare la mente, ti porta a conoscere te stesso e di conseguenza gli altri, ti porta tante cose giorno dopo giorno.

Per me la spiritualità è diventata indispensabile.

Con essa sto bene con me stessa.

Nei momenti di forte sconforto mi conduce per mano piano piano verso la serenità. E’ una musica che mi rallegra il cuore…è il mio bastone!

 

Testimonianze Associazione Tonglen

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