TESTIMONIANZA DA MEDICO (GABRIELLA)
Vi racconto questa mia esperienza personale: nel mio percorso di studi ho fatto anche il tirocinio in ginecologia ed avevo chiesto di non entrare in sala come operatore quando ci fossero interruzioni di gravidanze, ma solo per i parti cesarei perché non me la sentivo di essere la “mano operativa” in queste procedure.
Alcuni anni fa invece la figlia di un’amica, per la quale ero una sorta di madrina, che aveva deciso di interrompere una gravizidanza, mi aveva chiesto di accompagnarla insieme alla madre. Io pur con grande sofferenza, rendendomi conto che non ce l’avrebbe fatta da sola, mi sono resa disponibile ed ho ottenuto di stare con lei in sala operatoria. Lì appena entrata sono stata travolta accolta da un dolore lacerante. Il collega mi aveva permesso di entrare e di tenerle la mano solo perché ero un medico.
Durante la procedura ho passato tutto il tempo a fissare lo schermo dell’ecografo e a piangere disperatamente, senza farmi vedere dalla ragazza…, ero devastata. Mi ricordo che il mio collega ginecologo non ha detto niente fino a quando è uscito dalla sala operatoria. “Qualcuno lo deve fare perchè ci sono donne che non hanno scelta, l’unica cosa che possiamo fare è essere più incisivi nell’educare le persone”. Mi aveva mostrato la sua sofferenza composta e testimoniato quanto anche per lui fosse doloroso.
Io sono stata malissimo per tantissime settimane. Ho dovuto elaborare anche questo lutto, che per me è stato un altro lutto, perchè partecipare e vedere questo essere vivente che subiva un interruzione forzata della sua vita, è stato altrettanto devastante. Dopo questa esperienza ho avuto conferma del fatto che il vissuto del lutto esiste anche quando non ne siamo coinvolti direttamente.
