Domenica 9 agosto, alle 20,30, la chiesa di San Lorenzo a Varignana ha ospitato le celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di San Francesco, con il penultimo appuntamento della rassegna "Musica in chiesa: la cura". Protagonista della serata un concerto di campane, voci e archi dal titolo "San Francesco: il canto della rinascita", con l'orchestra sociale Archi Ravegnani e il soprano Luisa Cottifogli.
L'iniziativa è stata introdotta dall'associazione Tonglen, che ha presentato la propria attività di accompagnamento alla fine della vita — quel momento più fragile che, prima o poi, tutti noi attraverseremo.
Cosa accomuna il messaggio di Tonglen a quello di San Francesco?
Chi accompagna una persona verso la morte impara presto ciò che anche San Francesco aveva intuito: la morte non è un'estranea da tenere fuori dalla stanza, ma può essere accolta. Egli la chiamava Sorella Morte — non la evitava, la accoglieva come parte della vita stessa, come una creatura tra le creature. E la avvicinava con lo stesso sguardo che riservava ai più fragili. Cosa c'è, del resto, di più fragile di un morente, di un malato, di chi attraversa l'ultimo tratto della propria vita, o di chi soffre, magari ultimo tra gli ultimi?
Nel proprio percorso, Tonglen tocca con mano che la fragilità del morire non è una debolezza, ma un luogo di verità e autenticità: il punto in cui la vita si fa essenziale, i gesti si fanno piccoli, e la relazione si concentra su ciò che conta davvero — dove la presenza dell'altro può diventare un dono immenso. Tonglen opera proprio in questo spazio di fragilità, nella cura, incarnando ogni giorno quello sguardo — che è anche quello francescano— che non giudica, non fugge, ma sa stare, anche nel silenzio, che non arreda, ma lo sa abitare, diventando presenza pura — distinta dall'altro, quindi non fusionale, ma nemmeno distante.
La morte cessa di essere un nemico e può diventare Sorella, diventa un passaggio, un incontro sacro, proprio perché fragile. Quando impariamo a stare nella fragilità, la vita tutta appare vivibile. Un giorno alla volta, con tenerezza. Ed è questa stessa tenerezza, imparata accanto al letto di una persona fragile, ad allargarsi naturalmente a tutte le creature — altro insegnamento di San Francesco: agli animali che soffrono senza poterlo dire, alla terra ferita, a ogni creatura priva di voce per chiedere aiuto. Tonglen fa lo stesso, estendendo la propria missione non solo agli esseri umani, ma a tutti gli esseri senzienti, inclusi i nostri amici animali.
Dopo questa introduzione, la serata è poi proseguita con il concerto di archi dell’Orchestra sociale Archi Ravegnani, e con la voce del soprano Luisa Cottifogli dedicato alle colonne sonore più belle di sempre, intervallato da brevi letture di brani francescani.
Una serata che ha suggellato la laicità e l'interreligiosità a cui Tonglen si ispira, a testimonianza di un messaggio di cura e amorevolezza universali.
Il prossimo appuntamento sarà il 27 settembre presso la Cappella dell’Ospedale Santa Maria della Scaletta a Imola, con interventi a cura di medici esperti dell’accompagnamento alla fine della vita e Tonglen ODV. Vi invitiamo a partecipare!

